Filare È una delle prime immagini della casa dei nonni, sul monte, a Villabalzana, di cui conservo memoria. Avevo forse quattro o cinque anni, e una voglia immensa di scoprire e di capire il mondo; giravo sempre per le stanze, alla ricerca di angoli e di oggetti non ancora veduti, e studiati. Mi piaceva anche sperimentare strade nuove: ad esempio entravo spesso in salotto passando dalla finestra che si apriva sulla terrazza, cui s’accedeva dalla corte. Fingevo di non sentire gli strilli allarmati della mamma e della nonna, che spesso stavano lì a sferruzzare all’ombra profumata della pergola di Marzemino. A me sembrava che stessero lì ad attendere la maturazione dei grappoli di acini violetti di cui la mamma era ghiotta. Proprio lì, nell’angolo accanto alla porta del salotto, era sistemata una macchina misteriosa, davvero complicata. Era di legno scuro per gli anni, lucido e forse consumato dalle molte mani di nonni e bisnonni che l’avevano toccato, stretto e ma...
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