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Visualizzazione dei post da luglio, 2026
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  Piano La casa di Giangi era molto spaziosa.   C’erano numerose stanze distribuite su due piani.   Ricordo ben poco delle mie notti al Lido: di certo dormivo con la mamma e col papà; le mie sorelle s’erano sistemate con Floriana, sorella di Giangi , loro coetanea.   Ricordo la cucina e la sala da pranzo, fresche e sempre ventilate.   C’era un salotto, nel quale poltrone e divani erano addossati alle pareti; nel mezzo campeggiava un pianoforte a coda. Vieni, Eugenio - esclamò zia Irma - facci sentire come suoni. Questo ricordo mi dipinge Giangi forse di uno o due anni più grande rispetto al nostro primo incontro. D’accordo, Wolfgang aveva stupito il mondo quando non aveva ancora quattro anni; Eugenio ci stupì facendo volare le dita sulla tastiera a sei, sette anni al massimo.   Sorrideva e suonava a memoria, senza spartito. Poi si aggiunse la zia, e suonarono a quattro mani. Si guardavano e ridevano del loro gioco. Stavo a bocca aperta. Di musica capivo a...