Mestieri


La mamma quasi ogni anno chiamava il materassaio, sempre lo stesso, ormai molto anziano, di cui si fidava. Io ero davvero piccolo, allora, e amavo guardare il lavoro del vecchietto che scuciva i materassi, un paio ogni anno, a rotazione, ne recuperava la lana e la passava tra i pettini della sua cardatrice.  

La mamma mi sgridava. Via di lì - urlava - non devi respirare tutta quella polvere, ti fa male … 

Io nemmeno l’ascoltavo, imbambolato com’ero ad ammirare il va e vieni del pettine oscillante di quella strana macchina, irto di artigli ricurvi, che ad ogni passaggio agganciava qualche ciuffo di lana e lo “pettinava” contro i denti fissati sulla panca su cui stava seduto il vecchietto. 

Era un lavoro lento e paziente, che il cardatore affrontava con un fazzoletto annodato sul viso per difendersi dalla polvere. 

Dopo qualche ora di quel lavoro, la montagna di lana cardata veniva infilata con cura in un nuovo sacco di tela da materasso, sempre a righe bianche e marrone, che veniva cucito ad arte e trapuntato con maestria, in modo che la lana non si spostasse all’interno. 

La mamma seguiva con attenzione quest’ultima parte del lavoro. La lana costa un patrimonio … non c’è nulla di meglio di un materasso di lana! - continuava a ripetere.

Il ricordo mi sommerge di nostalgia. Il mondo è davvero cambiato!

In pochi anni i materassi di lana sono scomparsi, e con essi i cardatori, che si sono trovati senza lavoro.

Chi può ricordare quel mestiere? mi sono domandato, sorridendo al pensiero che anche la mia giovinezza se n’è andata coi materassi di lana.

Chi può oggi sapere cos’è una cardatrice e come le si affidava il compito di mantenere sani e efficienti i materassi di lana, simbolo del benessere di una famiglia.

Molle, lattice, memory foam sono ora considerati migliori della lana: niente acari, niente allergie … e poi, a fine vita, si buttano in discarica senza alcuna remora!


Franco



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