Psicocardiologo o cardiopsicologo?
Questo post non ha nulla a che fare con la “Posta del cuore”, rubrica che compare tra le pagine di molti quotidiani: c’è sempre qualcuno che ama raccontare le proprie sofferenze d’amore, mettendo coram populo storie di tradimenti e di delusioni per chiedere, infine, conforto ad un giornalista divenuto, per meriti di stampa, “specialista del cuore”.
Il mio cardiologo, il dr. P., è un vero e stimatissimo specialista che può dimostrare una lunghissima e prestigiosa esperienza sul campo.
Qualche giorno fa il dr. P. mi guardava con attenzione, quasi allarmato per la mia preoccupazione: sto invecchiando - gli dicevo - ogni attività mi costa fatica, mi fanno male spalle, ginocchia e caviglie, cammino ciondolando come un ubriaco, faccio fatica a leggere, anche solo il giornale … . Non sei un ragazzo - cominciava a rispondermi - alla “nostra” età si devono mettere in conto …
Ma è intervenuta mia moglie: non solo legge poco, ma, soprattutto, non vuole più scrivere! E via a raccontare del blog messo da parte, delle mie assenze dalle riunioni delle Accademie e di cento altre manifestazioni di pigrizia.
No, non è pigrizia - l’interruppe il cardiologo - è un preoccupante segno di depressione … malattia subdola e pericolosa anche per lo stato del cuore.
Devo scegliere - mi guardò fisso negli occhi - … o ti prescrivo una terapia antidepressiva o inserisco nell’elenco dei tuoi farmaci anche l’obbligo di continuare coi post settimanali!
Abbiamo optato (in tre) per quest’ultima forma di terapia.
Tornando a casa ho deciso di mandare al dr. P., che mi segue da quando sono stato dimesso dall’ospedale, un nuovo diploma da appendere nello studio, bene in vista per i suoi pazienti: specialista in psicocardiologia.
O Cardiopsicologia? C’è differenza? Su questo argomento sulla Treccani non trovo alcuna indicazione, e il dubbio mi allarma.
Franco
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