Gemini


Il papà mi aveva portato a spasso fino a Monte Berico, salendo i quattrocento gradini delle scalette.

Voleva provare la sua nuova macchina fotografica: una Voigtländer a soffietto. La ricordo benissimo.

Immagino che per il papà le scalette fossero il posto ideale per sperimentare l’ottica della sua fotocamera, ricevuta in dono per Natale, o per la Befana; questo non lo ricordo.

Arrivati alla fine della scalinata, mi aveva fatto sedere sul muretto al margine della stradina, mi aveva messo in mano un foglio che teneva in tasca perché fingessi di leggere e, dopo aver tentato di farmi sorridere, mi aveva scattato una foto. 

Era inverno; avevo quattro anni. Ricordo il fiatone guadagnato sulla salita, il freddo pungente, il cappotto pesante, la cuffia col pon-pon e la sciarpa.

Amavo quella foto, che la mamma conservava in una scatola di latta con le altre immagini di famiglia. 

Chissà dove è finita. Mi manca, e forse è per questo che me ne torna spesso il ricordo.

Stamattina mi si è accesa un’idea: c’è Gemini, il sistema di Google per creare immagini secondo i desideri di chi lo governa. 

Eccomi dunque di fronte al computer: ho inserito nel sistema una mia foto da bambino, scattata d’estate a Villabalzana, forse nel 1952, e ho chiesto a Gemini: disegnami all’età di quattro anni. …fammi seduto su di un muretto … mettimi un cappotto, pesante. … stonda le punte del colletto … mettimi un berretto di lana, col pon-pon, e poi una sciarpa …

Ho continuato per un po’ ad affinare i particolari, a rendere le forme simili a quelle che immagino fossero appropriate per l’anno 1950, a cercare di ricordare il paesaggio … mah, non ci riuscirò mai!

Però il bambino che mi ha restituito Gemini è aggrottato come ero io in quella gelida mattina di fine dicembre o dei primi giorni di gennaio. Giorni di festa. 

L’espressione è quella giusta, quella che rispecchia il mio pensiero di quel momento: perché a Natale ci si deve arrampicare fino a Monte Berico? E con questo freddo, intabarrato così, con la lana della sciarpa che pizzica la pelle del viso e del collo …

Eppure ho nostalgia di quel momento, e quello che posso ricreare con Gemini non cancella il rimpianto per quella foto perduta. Anzi, riaccende il ricordo della passeggiata col mio papà!


Franco




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