Fioritura


Mi piacerebbe che un bravo Maestro mi insegnasse a scrivere un racconto … cioè un racconto ben fatto, che piacesse non solo a me, ma anche ad altri cui capitasse di leggerlo. 

Mi sto però convincendo che nessuno può insegnare l’arte della “bella scrittura”. 

Certo, ci sono libri che illustrano le regole della scrittura corretta, quelle della grammatica, della sintassi e della giusta costruzione del periodo. Sono regole che un tempo venivano insegnate a scuola, e che tutti dovrebbero conoscere per poterle, nel caso, elaborare ed adattare al proprio stile per cimentarsi nella scrittura. 

Ma conoscere queste regole certo non basta per scrivere bene.

Organizzare un bel racconto, anche se breve - ad esempio mezza pagina - è un cammino che non può essere indicato. Lo si deve trovare dentro di sé, scavando con gli attrezzi della mente, e del cuore. 

Gli inglesi hanno inventato l’espressione: show, don't tell (mostra, non raccontare). Il principio è corretto, ma metterlo in pratica non è certo l’impresa più facile di questo mondo!

Mi torna alla memoria un vecchissimo film. Narra di un anziano cronista di un quotidiano che ha imparato il mestiere camminando per le strade e studiando la gente. Per ordine del suo direttore, deve frequentare una scuola di giornalismo dove una giovane ed affascinante professoressa insegna agli allievi come si scrive un articolo. 

Terminata la spiegazione, la professoressa invita gli studenti a cimentarsi lì per là nella stesura di un trafiletto su di un argomento banale: una rissa tra ragazzi di strada. Deve affrontare la prova anche il vecchio cronista. La professoressa, recuperati gli elaborati, forse per prendersi gioco dell’anziano allievo, cerca il suo compito per leggerlo ad alta voce. Ne resta colpita, toccata dalla bellezza dello scritto, dal modo con cui le parole vanno dirette all’anima, lasciando segni profondi. 

Ecco … bisogna saper toccare l’anima: solo così uno scritto può diventare un buon racconto.

Lo afferma anche Daniel Pennac, scrittore per me inarrivabile: i suoi libri si leggono d’un fiato, ma ogni parola, anche se manipolata dalla traduzione, entra nel cuore, accende la mente. 

Ecco l’insegnamento di Pennac, la sua idea della scrittura:

… l’emozione si deve trasformare in intenzione, e l’intenzione deve elaborarsi in pensiero, il pensiero sbocciare in frasi, le frasi sgranarsi in parole, alcune delle quali, ma non le prime che capitano, possono offrire fioriture spettacolari …

Insomma, per saper scrivere si deve riuscire a trasformare una pioggia di parole in un prato fiorito.


Franco



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