Impostore
Scorrendo Wikipedia mi sono imbattuto nella Sindrome dell’impostore.
Si tratta di uno stato psicologico che induce chi ne è colpito a ritenere di non meritare alcuna forma di successo. Chi ne soffre dubita infatti delle proprie capacità e attribuisce gli eventuali, lusinghieri, traguardi raggiunti a fattori esterni, come la fortuna, e spesso ha timore di venire “smascherato”.
E così, in sintesi, l’impostore ritiene di aver sempre preso il mondo per i fondelli!
Avevo portato a Montes qualche libro di Selvicoltura. Mi attendeva un concorso. Il primo tra quelli che avrei dovuto affrontare in Università era quello che regolava il passaggio tra le posizioni di “assistente incaricato”, figura precaria come me in quel momento, e quello di “assistente di ruolo”.
Era un concorso con implicazioni piuttosto dolorose, anzi, decisamente farcito di perfidia.
Per ogni posto di ruolo, ad una cattedra erano infatti assegnati due posti di assistente incaricato!
I due concorrenti frequentavano lo stesso Istituto e condividevano la medesima stanza.
Dopo il concorso il perdente avrebbe dovuto cambiare cammino, ed andarsene.
La cosa mi disturbava. Conoscevo benissimo l’altro “incaricato”; eravamo stati compagni di corso, avevamo a lungo studiato assieme e ci consideravamo amici.
Per questo motivo il concorso mi sembrava un duello alla John Wayne, pistola al fianco, uno di fronte all’altro nella strada polverosa di una cittadina texana; sarebbe sopravvissuto il più veloce ad estrarre la sua Colt.
Ogni volta che aprivo uno dei libri per prepararmi all’esame, era come se stessi caricando la sei colpi.
Rileggere le pagine di Selvicoltura studiate a fondo già cento volte, era come oliare il grilletto, il cane e il tamburo della rivoltella.
Spesso chiudevo il libro e pensavo al mio amico/avversario, che ritenevo molto più preparato di me e più portato alla vita universitaria.
Hai ancora da studiare? - mi domandò stupito il Maresciallo della stazione - non sei già professore?
Risi, e gli spiegai i meccanismi che facevano funzionare l’università.
Beh, non avrai problemi di sicuro - continuò - non conosco nessuno che spiega le cose meglio di te … neanche il nostro capo di Nuoro … cosa dico … neanche il Generale …
Guardai il Maresciallo a bocca aperta. Ma cosa dici? - stavo per domandargli. Stetti zitto.
Eccolo qua, l’impostore stava facendo capolino anche in Sardegna … era lì, nascosto tra i lecci di Montes!
Franco
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