Münchhausen

Quando ancora non esisteva la televisione, a tenere tranquilli i bambini servivano le nonne, con le fiabe, le storie di casa e con infinita pazienza.

Qualche volta si usavano anche i libri.

Ricordo una malattia che, da bambino - avevo forse quattro-cinque anni - mi tenne chiuso in casa per molti giorni, forse settimane. E ricordo una pila di libri che, non essendo ancora in grado di leggere, mi venivano dati da sfogliare. Ho sempre nutrito nostalgia per quei libri, che per me hanno ancora il sapore dell’infanzia.

Alcuni li ho ritrovati sulle bancarelle del mercatino delle pulci. Ne ho comperati alcuni. Me ne manca però uno, che ho cercato ovunque; mi resta la frustrazione per le ricerche fallite, e una sorta di vuoto, di struggimento, che ogni tanto mi rode l’anima. Non ne ricordo nemmeno il titolo, ma lo sto egualmente cercando in rete usando gli efficienti sistemi che offre l’intelligenza artificiale. Impiego, ad esempio, la descrizione di un disegno che ricordo impresso sulle pagine di quel libro, la rozza e coloratissima immagine di un veliero panciuto, montato su enormi ruote, che avanza minaccioso lungo una strada di montagna, tra prati fioriti. Ha le fiancate irte di cannoni e le vele gonfie di vento. 

Niente da fare! Internet non mi restituisce alcun indizio su quel libro della mia infanzia.

Mi sono domandato se non fosse un libro di storia, un testo illustrato con una immagine che io ho trasformato in fumetto con la fantasia di bambino. Su quel ricordo ho già scritto un racconto che ho inserito tra quelli del mio libro “Gli alberi ricordano”; vi ho narrato l’impresa del Gattamelata, il condottiero della Serenissima che nei primi anni del ‘400 andò in soccorso di Brescia risalendo l’Adige con venti galee e trascinandole poi da Rovereto fino a Torbole, sul Garda, superando la montagna facendole rotolare in salita su rulli d’abete.

Un paio di giorni fa m’è tornato in mente un libro a fumetti che avevo donato ai miei bambini: “Le avventure del Barone di Münchhausen”. Ho l’impressione che tra quelle avventure fosse descritto anche un viaggio del barone, che ha superato un monte al timone di un vascello montato su ruote! Non posso verificare il ricordo: non ho più quel libro, ma l’ho subito cercato in rete. Ho trovato solo una traccia, quella di una edizione stampata in Italia nel 1923, in caratteri grandi, adatti per la lettura di bambini. Forse è il libro della mia infanzia, ornato da illustrazioni adatte ai giovanissimi lettori … magari col disegno di un veliero montato su ruote!

Per ora nessun risultato. Devo a tutti i costi trovare “Le avventure del Barone di Münchhausen” per spegnere questo assurdo, bruciante, desiderio di tornar bambino grazie alla magia di una vecchia illustrazione! 

Intanto mi diverto a disegnare, con Gemini, il mio ricordo da bambino malato … 

Mi dona molta gioia; ovviamente non basta!


Franco




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